Ictus cerebrale

L'ictus cerebrale è conseguenza della mancata irrorazione di una zona del cervello da parte di un'arteria, per la rottura dell'arteria stessa (ictus emorragico) o per la sua occlusione da parte di un trombo (ictus trombotico).
I neuroni, privati del necessario apporto di ossigeno trasportato dal sangue, muoiono entro pochi minuti; conseguentemente tutte le parti del corpo che sono sotto il controllo di questi neuroni cessano di funzionare. Il cervello è infatti un organo definito nobile, che soffre cioè molto rapidamente, e in modo sensibile, di un ridotto apporto di sangue.

Nel caso dell'ictus cerebrale la prevenzione è obbligatoria perché la cura è impossibile: il tessuto cerebrale non ha, a differenza di altri tessuti, la capacità di rigenerarsi, cioè di riparare un'eventuale lesione sostituendo i neuroni morti con altri neuroni. Per questo è molto importante identificare in tempo problemi al cuore che possono provocare danni molto difficilmente recuperabili alle cellule cerebrali.
L'ictus cerebrale trombotico può essere causato da un'embolia cerebrale o da una trombosi cerebrale.

Embolia cerebrale
L'embolia cerebrale è dovuta alla migrazione di piccolissimi coaguli che, formatisi generalmente nel cuore o nelle arterie carotidi, prendono la strada delle grandi arterie e si fermano in un'arteria cerebrale ostruendo il passaggio del sangue e dell'ossigeno.
La causa più frequente di embolia cerebrale è la fibrillazione atriale.

Trombosi cerebrale
La trombosi cerebrale è sicuramente il tipo più frequente di ictus cerebrale. Essa è dovuta alla formazione di un trombo su un'arteria cerebrale lesa da placche arteriosclerotiche (escrescenze che si formano sulle pareti delle arterie, a causa di un eccesso di grassi nel sangue, del fumo di sigaretta o della pressione sanguigna troppo elevata) e si verifica prevalentemente di notte o nelle prime ore del mattino.