I risultati di vari studi scientifici hanno dimostrato che praticare una regolare attività fisica aiuta a ridurre il rischio di malattie cardiovascolari, diabete e osteoporosi. Inoltre permette di tenere sotto controllo altri importanti fattori di rischio cardiovascolare, come la pressione alta, il livello di colesterolo, il sovrappeso.
D'altra parte recenti studi scientifici affermano che l'inattività fisica è uno dei principali fattori di rischio per le malattie cardiovascolari: trascurando un'attività sportiva costante nel tempo libero si mette gravemente a repentaglio la propria salute. Le ricerche sono state condotte in prevalenza su soggetti di sesso maschile, di età compresa fra i 40 e i 60 anni. Si è visto che praticare uno sport nel tempo libero riduce a meno della metà il numero di infarti e le morti per infarto. Inoltre uno studio dell'università dell'Oregon ha evidenziato che camminare a passo sostenuto tutti i giorni per almeno mezz'ora provoca un innalzamento del "colesterolo buono" (HDL). È interessante notare che il beneficio ottenuto in questi soggetti è in buona misura proporzionale alla quantità e alla continuità di tale abitudine. In altre parole, per ridurre il proprio rischio di infarto non basta aver fatto sport (magari anche di tipo agonistico) in passato, ma bisogna continuare a mantenersi in forma, praticando attività sportiva almeno due volte alla settimana.
La ragione più semplice per spiegare l'attuale necessità di fare sport per la nostra salute è che la quantità di attività fisica nella normale vita lavorativa si è grandemente ridotta. Questo è avvenuto sia per la diminuzione di persone dedite ad attività manuali, sia per l'impiego, anche in queste ultime, di macchine che hanno ridotto la necessità di usare la forza muscolare. Quindi con la necessaria gradualità, anche chi non è più giovanissimo, a patto che non abbia gravi problemi di salute, può e deve arrivare a praticare almeno due ore settimanali di attività fisica.