Secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità nel mondo i fumatori superano il miliardo e 100 milioni, circa un terzo della popolazione totale con più di 15 anni. La maggior parte vive nei Paesi Occidentali, in particolare negli Stati Uniti. Ma anche nei Paesi in via di sviluppo è un'abitudine fortemente radicata, in quanto fumano la metà degli uomini e degli adolescenti.
Per quanto riguarda l'Italia, un terzo della popolazione fuma, cioè ben 14 milioni di fumatori e fumatrici. Secondo le statistiche si tratta però di un numero in calo rispetto agli anni '80, quando i fumatori superavano i sedici milioni. Ma questa diminuzione potrebbe essere solo apparente, perché nel corso degli anni '90 è aumentato a dismisura il consumo di sigarette di contrabbando, che rappresenta più del 10% di tutte le sigarette fumate.
Tra i prodotti da tabacco ha l'assoluta prevalenza la sigaretta, utilizzata dal 96% dei fumatori, mentre sigaro e pipa hanno un ruolo secondario e il loro consumo è per lo più ristretto alle persone anziane.
A fumare sono più spesso gli uomini, ma il numero delle donne fumatrice è in costante aumento: attualmente fumano il 38% degli uomini e il 27% delle donne . I più accaniti fumatori sono gli operai, mentre le casalinghe fumano molto poco. Se tra la popolazione maschile l'istruzione non influenza molto il consumo di sigarette, nelle donne l'istruzione secondaria e universitaria favoriscono notevolmente l'abitudine.
Dunque il numero di fumatori, anche se in lenta diminuzione, rimane incredibilmente elevato, soprattutto se si considerano i danni provocati dal fumo. L'Organizzazione Mondiale della Sanità stima che ogni anno il fumo provochi 3 milioni e mezzo di morti e che sia responsabile di 3 decessi su 100, pari a 9.500 morti al giorno. L'incidenza del fumo risulta molto più elevata nei Paesi Occidentali. In Italia, del mezzo milione di decessi all'anno, quelli attribuibili direttamente al tabacco sono tra gli 80 e i 90 mila. Oltre a essere la causa principale del cancro al polmone (la prima causa di morte per tumore al mondo), il fumo è causa di morte per il 33% di tutti i casi di tumore, per il 30% delle malattie cardiovascolari e per il 75% di tutte le malattie respiratorie.
In contrasto con i dati assolutamente negativi riguardanti gli effetti nocivi sulla salute, il fumo continua a rappresentare un grosso affare, non solo per le industrie del tabacco, ma anche per lo Stato. Infatti con il monopolio del tabacco lo Stato italiano incassa intorno ai 24 miliardi al giorno (quasi 13 mila miliardi all'anno). L'utile industriale di questo monopolio è di circa 100 miliardi. Delle 5.000 lire per un pacchetto di sigarette estere, lo Stato ne incassa quasi 3.700.