Che cos'è l'embolia polmonare?
L'embolia polmonare è nella maggior parte dei casi la complicanza di una trombosi venosa profonda
degli arti inferiori; si determina quando, da un trombo formatosi in una vena profonda, si distaccano frammenti più o meno grossi. Questi frammenti di coagulo (emboli) vengono portati dalla corrente sanguigna in vasi sempre più grossi fino al cuore, che a sua volta li spinge nelle arterie del polmone. Qui i vasi sanguigni si restringono nuovamente ed i coaguli si fermano, causando un ostruzione. Talvolta l'embolia polmonare è conseguenza di una trombosi venosa profonda dell'arto superiore (rara) o di altri distretti (per esempio la pelvi).
L'embolia polmonare è la terza causa di malattia acuta cardiovascolare e colpisce in Italia una persona su centomila. La mortalità entro trenta giorni dalla diagnosi è superiore al 10%. La gravità dell'embolia polmonare dipende sia dall'entità sia dal distretto interessato, oltre che dalle condizioni cardiocircolatorie "di base" del paziente. Essa può interessare il microcircolo polmonare (microembolia), ma anche i grossi vasi (embolia massiva). Un embolia polmonare massiva comporta l'ostruzione di più vasi dell'albero arterioso polmonare, ma anche quella di un solo vaso di grosso calibro e può determinare un'insufficienza respiratoria e cardiaca severa. Se invece l'embolo o gli emboli sono di dimensioni piccole, tali da raggiungere solo i vasi periferici, può essere in parte compromesso solo il segmento polmonare irrorato da questi vasi e il paziente può anche rimanere asintomatico. Fattori di rischioPoiché l'embolia polmonare è complicanza di una trombosi venosa profonda, i fattori di rischio sono i medesimi indicati per la trombosi venosa profonda: età, familiarità, diabete, assunzione di pillola anticoncezionale, gravidanza e puerperio, traumi (soprattutto fratture agli arti inferiori), infarto miocardico e scompenso cardiaco, pregressi episodi tromboembolici, neoplasie maligne. Inoltre è da ricordare che interventi chirurgici e lunghi periodi di immobilizzazione possono essere causa di trombosi venose profonde. Dal momento che l'embolia polmonare trae origine da una trombosi venosa profonda, anche asintomatica, la sua frequenza è notevolmente elevata nei pazienti ospedalizzati per qualunque motivo ed essa si è rilevata la prima causa di morte nei pazienti che sono stati sottoposti a interventi chirurgici. SintomiI sintomi possono variare moltissimo: nella microembolia il paziente può non avvertire quasi nessun disturbo; l'embolia massiva si presenta invece in modo drammatico, con mancanza di respiro, tosse, dolore al torace. Qualche volta l'insorgere dei sintomi è violentissimo, talora con esito fatale. L'embolia polmonare può anche avere un decorso asintomatico. Quando presente, la sintomatologia è aspecifica ed è simile a quella di molte altre patologie cardio-respiratorie. I segni tipici più comuni sono la tachipnea e la tachicardia, seguiti da dolore toracico,
che può essere di grado diverso, localizzato o diffuso. Il paziente spesso accusa ansia, dispnea (sensazione di mancanza di fiato), dolore toracico, collasso cardiocircolatorio (se si ha una riduzione della gettata sanguigna e conseguente ipotensione), transitori abbassamenti dei flussi di sangue al cervello (ipoafflusso cerebrale). Il paziente può apparire cianotico o presentare uno stato febbrile. DiagnosiLa diagnosi di embolia polmonare non è mai semplice: gli esami che danno maggior affidamento sono la scintigrafia polmonare (si inietta in una vena una speciale sostanza che si diffonde nei polmoni e viene rilevata da particolari apparecchiature) o l'angiografia (si inietta nell'arteria polmonare un "mezzo di contrasto" i cui movimenti possono essere rilevati con una serie di radiografie). Non sono indagini semplici, eseguibili ovunque. Gli altri accertamenti, come l'elettrocardiogramma e gli esami di laboratorio, possono essere utili per chiarire alcune idee, ma raramente sono risolutivi. Quindi è solo il medico che, valutando con attenzione i sintomi del paziente, potrà richiedere l'esame più appropriato. CuraI rimedi contro l'embolia polmonare possono essere molto efficaci: i farmaci anticoagulanti e i trombolitici (quelli che sciolgono i trombi), se impiegati correttamente e soprattutto prontamente, portano a risultati eccellenti; in situazioni particolari anche l'intervento chirurgico di asportazione dell'embolo può rivelarsi necessario. Di embolia polmonare si può dunque guarire molto bene, spesso senza spiacevoli "strascichi" negli anni a seguire, ma, come
detto, di trombosi si può anche morire. |