Sintomi

I sintomi da Trombosi più riconoscibili sono quelli collegabili alle malattie Trombotiche

CERVELLO

SINTOMI DI UN TIA TROMBOSI NELLE VENE CEREBRALI

 

Gli attacchi ischemici transitori sono un deficit temporaneo di una funzione cerebrale (perdita della parola, diminuzione della forza di un arto), dovuto generalmente all'ostruzione transitoria di un'arteria cerebrale da parte di piccoli emboli o trombi provenienti da placche aterosclerotiche delle arterie del collo che portano il sangue al cervello.

 

I sintomi durano pochi minuti, anche se occasionalmente possono durare alcune ore (non più di 24 ore) e regrediscono completamente, a differenza di quanto avviene per l'ictus cerebrale. Essi sono però molto simili a quelli tipici dell'ictus:


•    debolezza e/o difficoltà di movimento di un arto o di un lato del corpo;
•    offuscamento o perdita della vista da un occhio;
•    problemi di linguaggio, come pronuncia difettosa (disartria) o difficoltà   a trovare le parole giuste (afasia);
•    più raramente vertigini o vista sdoppiata (diplopia).

 

Difficoltà nel muovere un braccio o una gamba, diminuzione della sensibilità. Sensazione di bocca “storta”. Difficoltà nell’articolare le parole, o nel comprendere quello che viene detto. Perdita di una parte del campo visivo. Mal di testa improvviso e molto violento. Perdita di coscienza.

CUORE E POLMONI

INFARTO CARDIACO EMBOLIA POLMONARE

 

Il primo sintomo dell'infarto è un dolore, o meglio una sensazione di fastidio, oppressione o bruciore al petto. La comparsa di questo dolore può essere provocata da uno sforzo fisico, da una forte emozione, da una situazione di stress, ma anche più banalmente da un pasto troppo pesante. Generalmente il dolore che si presenta mentre si è a riposo è espressione di un problema più grave. Il disturbo compare al centro del petto, in corrispondenza dello sterno e si irradia spesso verso la schiena, il collo, la mascella o il braccio sinistro, in particolare lungo la sua parte interna.
Un parametro molto importante per capire se il dolore al petto è di natura cardiaca è la durata. Se si tratta di una fitta molto forte ma breve (pochi secondi) e focalizzata in un punto, allora è più probabile si tratti di dolori muscolari o intercostali. Difficilmente un dolore dipende dal cuore quando dura molto a lungo (diverse ore) o quando è scatenato o aggravato dal respiro o dal movimento del torace.
Vi sono anche altri sintomi, in concomitanza o, più raramente, al posto del dolore al petto, quali la dispnea (mancanza di fiato) a riposo, la comparsa di disturbi del ritmo cardiaco (aritmie), palpitazioni, sudori freddi, nausea o vomito.
 

 

I sintomi possono variare moltissimo: nella microembolia il paziente può non avvertire quasi nessun disturbo; l'embolia massiva si presenta invece in modo drammatico, con mancanza di respiro, tosse, dolore al torace. Qualche volta l'insorgere dei sintomi è violentissimo, talora con esito fatale. L'embolia polmonare può anche avere un decorso asintomatico.
Quando presente, la sintomatologia è aspecifica ed è simile a quella di molte altre patologie cardio-respiratorie. I segni tipici più comuni sono la tachipnea e la tachicardia, seguiti da dolore toracico, che può essere di grado diverso, localizzato o diffuso. Il paziente spesso accusa ansia, dispnea (sensazione di mancanza di fiato), dolore toracico, collasso cardiocircolatorio (se si ha una riduzione della gettata sanguigna e conseguente ipotensione), transitori abbassamenti dei flussi di sangue al cervello (ipoafflusso cerebrale). Il paziente può apparire cianotico o presentare uno stato febbrile.
A livello cardiaco può verificarsi un'insufficienza del ventricolo destro, con un conseguente aumento del ritmo cardiaco (ritmo di galoppo).
L'aumento della pressione venosa giugulare provoca gonfiore e arrossamento dei vasi del collo.
 

INTESTINO

TROMBOSI NELLE VENE E NELLE ARTERIE DELL'INTESTINO

 

Dolore addominale improvviso, a volte esteso a tutto l’addome o irradiato al dorso, con o senza febbre alta, ma spesso con una differenza tra la temperatura rettale e quella ascellare, con diarrea o vomito e chiusura dell’alvo a feci e gas (occlusione intestinale): a volte con sangue nelle feci. Può essere scambiata per una appendicite acuta o per una peritonite.

ARTI

TROMBOSI VENOSA TROMBOSI ARTERIOSA

 

La Trombosi venosa può essere riconosciuta in seguito alla manifestazione di alcuni sintomi:

 

  • la gamba o il braccio in poche ore si gonfia e diventa più "grosso" dell'altro, fa male magari anche a riposo e diventa più rosso e più caldo;
  • si ha agli arti una sensazione simile a quella di un crampo che non passa;
  • compare un dolore al torace accompagnato da mancanza di respiro e vi sono tracce di sangue nell'espettorato.
È molto importante riconoscere in tempo una trombosi venosa: passano infatti alcuni giorni prima che essa provochi gravi conseguenze. Per questo il paziente che riconosce i disturbi descritti, non deve tergiversare, ma segnalarli prontamente al proprio medico: questi valuterà i sintomi e prescriverà gli accertamenti per fare una diagnosi accurata.

 

 

La Trombosi Arteriosa non dà sempre sintomi, a volte il Trombo è molto piccolo e si scioglie da solo. A volte danneggia cellule che non sono dedicate a una funzione speciale, colpendo una zona muta (ischemie silenti). A volte i sintomi compaiono solo dopo che ilo Trombo si è frammentato e ha provocato una Embolia. I sintomi dipendono dall’importanza e dal grado di sofferenza delle cellule che vengono private del flusso di sangue. La gravità dipende dall’estensione del territorio a cui manca il sangue, o dall’importanza della funzione delle cellule private di nutrimento.

RETINA

TROMBOSI DELLA RETINA

 

L’occlusione dell’arteria centrale della retina provoca danni assai gravi. Si manifesta con un improvviso e totale calo della vista, senza alcun dolore. La chiusura del vaso infatti determina un’Ischemia retinica totale che può causare in pochi minuti danni irreversibili al delicato tessuto nervoso retinico. L’occlusione della vena retinica è un evento molto più frequente di quella dell’arteria  e con una prognosi  generalmente migliore. Ogni anno questa malattia colpisce circa 100mila italiani (2.5 italiani su mille sopra i 40 anni e 5 sopra i 60) e in molti casi porta alla cecità (nel mondo è la seconda causa di cecità per motivi retinici). I sintomi sono più o meno gli stessi della Trombosi arteriosa ma possono essere più frequentemente reversibili, soprattutto se il ramo colpito non è la vena centrale.

Newsletter

per essere aggiornato sui progetti e le attività dell’associazione